Luca Prestia

Historian and free-lance photographer based in Turin (Italy)
      
Festival Frontière | Paraloup, 25-29 luglio 2018
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Location: Turin
Nationality: Italian
Biography: For some years I have been dealing with photographic projects related to the migratory phenomenon. I have visited some borders of Europe in search of traces of the testimonies of humanity passing through, in search of new life. For assignments,... MORE
Public Story
Festival Frontière | Paraloup, 25-29 luglio 2018
Copyright Luca Prestia 2022
Date of Work Jul 2018 - Jul 2018
Updated Apr 2022
Location Paraloup
Topics Art, Arts, Arts & Entertainment, Celebrity, Community, Culture, Culture stories, Documentary, Editorial, Festival, History, Journalism, Mountains, Photography, Photojournalism, Piedmont, Portrait, Reportage, Theater
Summary
Nel luglio 2018 ho fotografato, su incarico della Fondazione Nuto Revelli di Cuneo, tutti gli eventi che sono stati organizzati all'interno del Festival Frontière. Di questa serie fotografica sono protagonisti gli attori Laura Curino, Beppe Rosso, Saverio La Ruina e Ivano Marescotti, eccezionali interpreti di storie e racconti teatrali nell'affascinante cornice del teatro all'aperto più alto delle Alpi.
Dal 25 al 29 luglio del 2018 a Paraloup (valle Stura, Cuneo), la Fondazione Nuto Revelli e ACTI-Teatri Indipendenti hanno organizzato la prima edizione del Festival Frontière, che metteva al centro una parola, dalla doppia lettura italiana e francese e indicante un confine: una meta da superare per raggiungere nuove aspirazioni e ideali tra due terre continue. 

Frontière è un festival di montagna, nella rinata borgata partigiana di Paraloup, che attraverso il teatro, la narrazione e gli incontri, dà potere alla parola per raccontare il naturale migrare delle genti attraverso le nostre montagne. Le Alpi che vogliamo sono uno spazio aperto, libero e accogliente.

Il nome Paraloup, la più alta borgata del comune di Rittana (1360 metri) in valle Stura (Cuneo), secondo la tradizione popolare locale significa «difesa dai lupi». Tra l’autunno del 1943 e il 1944 è stata la sede della prima banda partigiana di Giustizia e Libertà. Vi militarono in qualità di comandanti Duccio Galimberti, Dante Livio Bianco e, più tardi, Nuto Revelli. Con loro, oltre 200 giovani e giovanissimi che avevano deciso di contribuire con le armi in pugno a liberare l’Italia dal fascismo. Il Festival Frontière è un’azione del progetto MigrACTION, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma di Cooperazione Territoriale Transfrontaliera Interreg V A Italia-Francia ALCOTRA 2014-2020 e realizzato in partnership con il Comune di Vinadio (capofila), il Comune di Barcelonnette, la Fondazione Filatoio Rosso di Caraglio. Il festival si avvale del patrocinio della Comunità Montana di Demonte, del Comune di Rittana, della Città di Cuneo e si svolge in collaborazione con le Associazioni Contardo Ferrini e Voci dal Mondo e con il progetto Interreg Terract.

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Laura Curino è un'autrice e un'attrice torinese, tra i maggiori interpreti del teatro di narrazione. Alterna, nel suo repertorio, testi di nuova drammaturgia e testi classici. Dal 2015 è direttore artistico del Teatro Giacosa di Ivrea. Tra i fondatori di Teatro Settimo, ha partecipato come attrice e autrice alla maggior parte delle produzioni nei 25 anni di vita della compagnia. Dal 2001 ha collaborato con numerosi teatri – tra cui Teatro Stabile di Torino e Piccolo Teatro di Milano – festival, aziende, istituzioni, radio e televisione. Insegna scrittura teatrale all’Università Cattolica di Milano e tiene conferenze, seminari e laboratori in Italia e all’estero. II tema del lavoro, il punto di vista femminile sulla contemporaneità, l’attenzione per le nuove generazioni sono fra gli elementi fondanti della sua scrittura. Tra i tanti testi e spettacoli messi in scena: il dittico sulla storia della famiglia Olivetti; Passione ovvero la scoperta della vocazione teatrale; Il Signore del cane nero su Enrico Mattei; Santa Impresa sui santi sociali torinesi dell’Ottocento; La Diva della Scala, dove la vocazione teatrale diventa mestiere; La lista su Pasquale Rotondi, il soprintendente che salvò migliaia di capolavori d’arte durante la Seconda guerra mondiale; Il rumore del silenzio, dedicato alle vittime della strage di piazza Fontana; L’anello forte, progetto che si ispira all’omonima opera di Nuto Revelli; Pigiama per sei, commedia romantica basata su equivoci esilaranti; Big Data B&B, sui risvolti etici e sociali della Rivoluzione digitale. È inoltre interprete di numerosi spettacoli per la regia di Consuelo Barilari, Alessandro D’Alatri, Simone Derai, Corrado D’Elia, Anna Di Francisca, Ivana Ferri, Luca Micheletti, Cristina Pezzoli, Marco Rampoldi, Renato Sarti, Marco Sciaccaluga, Laura Sicignano, Serena Sinigaglia, Claudia Sorace, Roberto Tarasco e Gabriele Vacis. Tra i numerosi riconoscimenti: Premio Ubu (con Teatro Settimo) 1993; Premio Anct – Associazione Nazionale Critici di Teatro 1998; Premio Hystrio per la drammaturgia 2003.

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Beppe Rosso è un attore e un regista, punto di riferimento sulla scena teatrale torinese. Ha diretto e recitato in importanti allestimenti scenici come Flags e Jack & Jill, entrambi di Jane Martin. Fondatore della compagni ACTI-Teatri Indipendenti e direttore artistico del Teatro di Rivoli, è presente come attore in numerosi progetti cinematografici e televisivi; ha lavorato sotto la direzione di Davide Ferrario, Maurizio Zaccaro, Lodovico Gasperini e Franco Lizzani.

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Saverio La Ruina è diplomato alla Scuola di Teatro di Bologna e ha proseguito la sua formazione con Jerzy Stuhr, lavorando con Leo De Berardinis e Remondi e Caporossi. Nel 1992 con Dario De Luca fonda a Castrovillari la compagnia Scena Verticale. La compagnia, frutto di enormi sacrifici, si impegna a portare il teatro nella città, facendo appassionare e partecipare in toto moltissimi studenti castrovillaresi, i quali svolgeranno diverse rappresentative teatrali che in ambito cittadino riscuoteranno notevole successo: degno di nota lo spettacolo Coro presso i locali del cinema Ciminelli. Nelle edizioni 1999 e 2000 della Biennale di Venezia è selezionato tra i giovani registi negli atelier di regia curati da Eimuntas  Nekrošius. Dal 1999 è direttore artistico, con Dario De Luca, di Primavera dei teatri, festival sui nuovi linguaggi della scena contemporanea. Nel 2001 vince, con Scena Verticale, il Premio Bartolucci per una realtà nuova e nel 2003 il Premio della Critica Teatrale assegnato dall'Associazione Nazionale dei Critici Teatrali. Nel 2007 vince due Premi UBU come migliore attore italiano e per il migliore testo italiano con Dissonorata. Un delitto d'onore in Calabria, monologo di cui è autore, regista e interprete. Nel 2009 il festival Primavera dei teatri vince il Premio UBU. Nel 2010, con La Borto, monologo di cui è autore, regista e interprete, vince il Premio Hystrio per la drammaturgia e il Premio UBU per il migliore testo italiano oltre a ottenere una nomination al Premio UBU come migliore attore italiano. Nel 2012 vince il Premio UBU come migliore attore italiano con Italianesi. Nel 2015 Saverio La Ruina debutta al Teatro Elfo Puccini di Milano con Polvere. Dialogo tra uomo e donna, per il quale riceve due Premi Enriquez: per la drammaturgia e come migliore attore. Sempre nel 2015 La Ruina riceve il Premio Lo Straniero dell’omonima rivista diretta da Goffredo Fofi e il Premio Annibale Ruccello alla drammaturgia. Nel dicembre 2016 debutta al Piccolo Teatro di Milano con Masculu e fìammina

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Ivano Marescotti è nato nel 1946 a Villanova di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna, dove per anni, dopo il diploma, ha lavorato all'ufficio edilizia del capoluogo emiliano. La decisione di intraprendere la strada della recitazione la prende più tardi, a trentacinque anni; infatti, nel 1981 lascia il posto di lavoro e inizia a esibirsi in teatri locali, entrando in diverse compagnie teatrali importanti. L'esordio al cinema arriva qualche anno dopo, quando nel 1989 prende parte alla commedia erotica La cintura come amico della protagonista, Eleonora Brigliadori. Marescotti, però, sembra preferire al set il palcoscenico, misurandosi con grandi registi teatrali della portata di Mario Martone, Carlo Cecchi, Giorgio Albertazzi e molti altri; eppure il cinema lo vuole con sé, cerca di fargli cambiare idea e molto probabilmente ci riesce Sivlio Soldini, che lo vuole in L'aria serena dell'ovest (1990) insieme a Fabrizio Bentivoglio, Antonella Fattori e Patrizia Piccinini. Inizia così per l'attore un periodo molto prolifero sul grande schermo, in particolare nel 1991, che lo vede diretto da Marco Risi in Il muro di gomma, da Marco Tullio Giordana in un episodio di La domenica specialmente e, infine, da Roberto Benigni in Johnny Stecchino. Torna a essere diretto da Benigni ne Il mostro (1994) e nello stesso anno è anche davanti la macchina da presa di Pupi Avati in Dichiarazioni d'amore 1994). Dopo svariate nomine, ben sei, ai Nastri d'argento nel 2004 riceve finalmente il premio per l'interpretazione nel cortometraggio Assicurazione sulla vita. In TV è uno dei personaggi secondari di Raccontami (2006) e de Il bosco (2015), mentre è il singolare professor Gualtiero Cavicchioli delle tre stagioni de I liceali (2008). 
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Festival Frontière | Paraloup, 25-29 luglio 2018 by Luca Prestia
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