Andrea Mancuso

Photographer, editor
   
Isola Milano
Location: San Donato Milanese
Nationality: Italy
Biography: Fotografare per raccontare una storia, ognuna narrata attraverso gli occhi. Documentare, cogliere, comunicare emozioni in uno scatto, riscoprendo la bellezza di un’immagine. La fotografia come incontro, per conoscersi e socializzare, un... read on
Public Story
Isola Milano
Credits: andrea mancuso
Date of Work: 03/01/15 - 06/30/15
Updated: 04/13/18
Location: Milano

Ieri sera, verso le otto, camminavo bicicletta alla mano lungo il cavalcavia Bussa a Milano – una sopraelevata accanto alla stazione Garibaldi, in cui la città si spacca all’improvviso e si apre come le accade rare volte: a destra, dietro la sagoma colorata del vecchio acquedotto, potevi intravedere i nuovi grattacieli attorno a piazza Gae Aulenti; mentre a occidente il sole era quasi del tutto tramontato, e sopra il cratere dei binari e degli ultimi treni in partenza il cielo si era fatto blu acciaio, con un solo frammento più chiaro e una sfumatura di fiamma, come l’angolo bruciato di una fotografia. Era un bel momento, ero quasi felice, anche solo per il fatto di trovarmi lì; mi sono fermato un istante a guardare.” (Giorgio Fontana)

Qualcuno era già andato, i pochi rimasti prima di congedarsi ognuno verso casa, aveva deciso di sfruttare le luci del tramonto per gli ultimi scatti della giornata. Fu così ci ritrovammo a sostare lungo il cavalcavia Bussa. Era deserto a quell’ora, come se tirasse il fiato dopo una lunga giornata, contemplando insieme a noi lo spettacolo che ci si parava davanti, le luci del tramonto milanese coloravano l’orizzonte, libero dalle sagome dei palazzi, nel silenzio della strada ferrata appena sotto i nostri piedi. Si caro Giorgio, anche noi lo abbiamo provato. Anche io sono stato rapito dal fascino di quel momento così lontano dalle voci e dalla musica, che riecheggiavano attraverso i chopper e le macchine d’epoca, tra gli stand di tatuatori, corpulenti parrucchieri, basettoni che spuntavano da dietro bancarelle dove teschi e croci padroneggiavano forgiati in anelli e collane. Il tutto immerso in un viaggio tra gli anni ‘50 ed oggi, che solo una settimana prima popolava il cavalcavia. Non un evento estemporaneo, Isola è il primo quartiere per centauri. Le Officine hanno aperto i battenti nel 2009, grazie a un gruppo di amici appassionati delle due ruote con il sogno di offrire motociclette esclusive e personalizzate, ispirate allo stile old school. Una vera sartoria artigianale dove i meccanici costruiscono su misura motociclette che lasciano senza fiato anche chi di motori non capisce nulla.

Perché Isola è anche questo. Un quartiere che si è sviluppato lungo l'antica strada che da Milano portava fino a Como. L'antico tracciato è costituito attualmente da corso Como e dalla vecchia via Borsieri che un tempo comprendeva anche l'attuale via Thaon di Revel. Un percorso che venne interrotto nel 1865 quando vi si costruì in mezzo la ferrovia, dividendo nettamente le due parti della città che ancora stavano lentamente sorgendo.

Crocevia di relazioni umane ed economiche e tra fine ottocento e novecento ha iniziato a crescere come sede di attività industriali e artigianali, e come luogo di residenza di operai e ceti medi, per effetto della vicinanza delle ferrovie e dei treni merci. Oggi non ha più uno scalo merci attivo nelle vicinanze ma ospita dentro la sua pancia una stazione passeggeri come Garibaldi che separa il quartiere dal centro della città.

Un quartiere che sta vivendo un processo di ristrutturazione con progetti immobiliari di grandi dimensioni realizzati dentro i suoi confini. Simbolo di questa trasformazione è Piazza Gae Aulenti, con il suo spazio polifunzionale in legno e cemento al confine tra la piazza e i Giardini di Porta Nuova, le torri che la circondano, la scalinata che si affaccia sulla stazione di Porta Garibaldi, offre interessanti spunti architettonici per gli amanti delle linee e delle forme geometriche. Ambientazione perfetta per eventi sportivi, come il torneo di schiacciate di basket, gli improvvisati spettacoli di giovani rapper all’ombra di uno stereo portatile.

Anche la pioggia non ferma la sua vivacità, ci si raduna tra i portici, fermandosi a bere caffè sotto un lampadario di tazzine, giocare con le “trombe” dorate che collegano i piani interrati alla superficie e consentono di sentire i suoni del sotto suolo.

Isola è anche un quartiere di artigiani, di spazi condivisi, dove il nuovo si fonde con il vecchio. Tornare alla ciclofficina, nei laboratori di liuteria, di panificazione, delle sciarpe in feltro. Il Metissage con i suoi corsi di ballo, attraversare il mercato, fermarsi a riposare tra gli orti dell’isola al pepe verde, cullato dalle note di una fisarmonica.

Verso sera il quartiere si anima attorno ai locali dall’ora dell’aperitivo andando avanti fino a sera inoltrata, con un bicchiere in mano, ascoltando musica dal vivo suonata sul marciapiede accanto ai tavolini, o rilassandosi all’interno di un cortile nella cornice offerta da disegni che decorano le pareti, e le edere che svogliatamente scendono sulle finestre del locale.

Per conoscere i luoghi e le persone che li abitano, non bastano poche ore, neppure qualche giorno. I rapporti si costruiscono nel tempo. Quando questo accade, è allora che si scopre l’essenza del viaggio.

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By Andrea Mancuso —

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